Ho conosciuto Giovanna al MAGE di Sesto San Giovanni mentre conduceva un gruppo di anziani del quartiere in una visita guidata all’interno del vecchio reparto bulloneria della Falck. Mi ha parlato di un progetto di ricostruzione della memoria del quartiere attraverso le storie di alcune persone che frequentano il “Punto di Incontro”; queste persone ci hanno generosamente permesso di condividere le loro storie.

Grazie

Pubblichiamo dalla premessa:

“Quando abbiamo scelto di ricostruire almeno in parte la storia e la cultura del territorio, abbiamo considerato che innanzi tutto sarebbe stata la nostra storia.

Non tutti hanno voluto raccontarsi, e anche questo ha un significato, ma speriamo che altri cittadini sestesi decidano di fare quest’esperienza.

Molti di noi hanno vissuto gran parte della vita a Sesto San Giovanni e hanno contribuito allo sviluppo della città, lavorando duramente nelle case, nei campi e nelle fabbriche.
Qui sono cresciuti i nostri figli.
I racconti contengono ricordi su Sesto com’era, di quando il lavoro non mancava e vi si coltivava anche la terra.

Molti di noi erano bambini durante la Seconda guerra mondiale e hanno vissuto l’orrore e le ristrettezze che ne sono derivati.
Tanti provengono da altre Regioni d’Italia, e qualcuno anche dall’estero; l’immigrazione è perciò parte integrante della nostra storia e ha segnato le nostre vite. Molti ricordi si riferiscono proprio alla terra d’origine e sono raccontati con una punta di nostalgia, ma siamo consapevoli del fatto che questa città ci ha aiutati a condurre una vita dignitosa, pur con tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare.

Siamo testimoni di usi e costumi d’altri tempi e d’altri luoghi: non è detto che si possano considerare superati; conservare la memoria del passato arricchisce la consapevolezza del presente.
Alcuni di noi hanno cercato attivamente di migliorare le condizioni sociali di tutti, impegnandosi in iniziative d’interesse collettivo, specialmente in difesa dei più deboli: piccoli semi che talvolta sono germogliati e hanno lasciato il segno.

Apparteniamo alle ultime generazioni delle fotografie in bianco e nero, ma nelle immagini spiccano i colori delle nostre emozioni, talvolta tenui, altre volte marcati.
Le fotografie che accompagnano i racconti sono quindi in realtà colorate, come lo è la vita.
La nostra storia prosegue e ci chiama ad essere protagonisti di oggi e di domani.

Il Punto d’Incontro 2013/2014 ”