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Questa fotografia è di un azzurro bellissimo. Sono su uno scoglio con i miei genitori e mia sorella minore Annamaria.

Io sono quella con il fiocco in testa. Era il 1954.
Mio padre era ferroviere al casello 703 di Fasano, vicino ad Alberobello. Quando era di riposo andavamo al mare, a San Velletri- Torre Canne. Il rumore delle onde si sentiva già dal terrazzo di casa mia. Tutto intorno alla spiaggetta di sabbia, che ora non c’è più, c’erano le rocce; sugli scogli piatti si poteva fare il picnic a Pasquetta. Mangiavamo i ricci, lavati nell’acqua pulita di allora, oppure le cozze nei ristorantini sul mare, e si passava una bellissima giornata, con una vista da sogno. La mia mamma era bella ed era felice di andare al mare.

Sette anni dopo ci siamo trasferiti a Cisano Caprio Bergamasco e dopo un anno siamo arrivati a Sesto, zona Marelli.

Nel 1969 ho incontrato Giambattista. Era maggio, che è anche il mio mese. Ci siamo piaciuti subito e siamo stati insieme due anni, poi abbiamo litigato per colpa della suocera, ma ci siamo ritrovati e sposati nel 1973.

Giambattista si faceva chiamare Gianni da tutti gli amici, però i suoi parenti lo chiamavano Battista; quando lo cercavano da me con questo nome, dicevo che non c’era, perché io lo conoscevo come Gianni.

Nella foto di fidanzamento avevo un golfino rosa pallido in lana d’angora. La tengo in casa come ricordo dei momenti felici: è rosa, per il senso dell’amore bellissimo e grande che avevo per lui e lui per me.
Adesso c’è il mio nipotino che si chiama Giambattista e assomiglia al nonno nel modo di fare e di prendermi in giro: solo lui lo può fare. Questa foto è rosa.

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