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Mio nonno è emigrato a Londra, dove ha conosciuto mia nonna, che aveva 17 anni. Hanno concepito una figlia, mia zia, che ora ha 105 anni. Mio nonno in seguito è tornato in Italia, poi è andato a Chicago, negli Stati Uniti, ma erano gli anni Trenta e l’ambiente era molto pericoloso. Così è tornato a Londra, ha ritrovato Elisabeth e l’ha sposata. Hanno aperto un negozio di parrucchieri, lui per uomo e lei per donna, che è esistito fino a pochi anni fa.Ricordo che quando avevo circa cinque anni la nonna mi tagliava i capelli alla Shirley Temple e io odiavo andare lì. I miei nonni hanno avuto quattro figli e tutti sono diventati parrucchieri.

Quando è scoppiata la Seconda guerra mondiale, mio nonno aveva sessant’anni e aveva conservato la cittadinanza italiana. Nel 1940 è stato arrestato, perché allora Italia e Gran Bretagna erano nemiche.
È stato imbarcato con centinaia di altri prigionieri su una vecchia nave, circondata di filo spinato, diretta in Canada. All’altezza del nord dell’Irlanda, la nave è stata bombardata per errore da una nave inglese che stava tentando di scaricare un siluro torpedo in avaria. I prigionieri hanno provato a salvarsi entrando nelle scialuppe, ma mio nonno non sapeva nuotare ed è morto, come moltissimi altri, i cui corpi sono stati poi ritrovati sulle coste dell’Irlanda. Winston Churcill, il primo ministro inglese, ricevendo la notizia dichiarò che così ci sarebbero state meno bocche da sfamare.

Nella fotografia del 1926 si vedono i miei nonni e mia zia davanti alle vetrine del loro negozio. Il colore a cui quest’immagine mi fa pensare è il rosso.