03 Alberto Mascheroni.pagesLa mia famiglia è originaria di Bergamo. Durante la guerra, mio padre era stato in un campo di lavoro perché era socialista.
Quand’ero bambino non mi piaceva andare a scuola, così invece di andarci andavo all’Upim, dove d’inverno stavo al caldo. Scappavo già dalla scuola materna e mia mamma, dopo la terza fuga, non mi ci ha più mandato. Lei mi accompagnava, ma io dopo un po’ uscivo.

Uno dei motivi per cui scappavo è che le suore ci obbligavano al sonnellino pomeridiano, con la testa appoggiata sulle braccia ripiegate sul banco.
Nel 1980 la mia famiglia si è trasferita a Sesto, in via Marzabotto. A quel tempo il quartiere presentava molti problemi e io mi sono impegnato in vari comitati per affrontarli. Ho partecipato al Comitato per la via Pisa, che allora non era illuminata. Un bambino era morto nella roggia in via Parpagliona, dove arrivavano gli scarichi del Villaggio Falck: chiedevamo una rete di protezione e il risanamento della roggia, anche perché molti vi buttavano la spazzatura. Un altro comitato a cui partecipavo si batteva contro l’inquinamento elettromagnetico; un altro ancora contro il traffico eccessivo.

Nel 2008 mi sono ammalato, ma ho continuato ad impegnarmi nel Comitato Paulo Freire, formato da volontari che si occupavano dell’istruzione di bambini e ragazzi di famiglie disagiate, per una scuola che coltivasse l’amicizia, la solidarietà e l’impegno sociale. Ancora oggi l’Associazione educativa Paulo Freire continua la sua opera.

Ora vivo una nuova fase della mia vita e partecipo al gruppo d’ascolto sul Vangelo. La mia fotografia è di colore azzurro.