Era il 1955, a Sesto San Giovanni nella zona Rondinella, dove ho vissuto molti anni della mia vita.

In questa foto sono con i miei genitori e mi piace vederli sorridenti. La mia mamma aveva vent’anni e io ero la sua bambola; portava le scarpe bianche del matrimonio, avvenuto l’anno prima, perché erano le uniche belle calzature che aveva. Il mio papà aveva trentasei anni ed era orgoglioso di me, tonda, bianca e rosa com’ero.
Di quel tempo ricordo ancora il profumo del pancotto, che mi piaceva tanto. Ricordo anche il copriletto del mio lettino, di cotone azzurro con la fodera bianca, cucito e ricamato dalla mia mamma. Eravamo nel giardino della nostra casa, dove avrei giocato a lungo, con ogni tempo: mi piaceva pasticciare con la terra e con l’acqua e il mio papà diceva che la terra non sporca mai: questa idea mi è rimasta e anche adesso sono felice di stare dove ci sono terra, erba, acqua, alberi, fiori, sassi…
Mi colpisce il pensiero che a quel tempo la mia vita era una pagina bianca: non c’erano i miei fratelli, non c’erano nè i dolori nè le gioie che poi ho provato.
I miei genitori erano pressati dalle difficoltà economiche, ma la mia mamma cantava spesso e mi piaceva ascoltarla: le canzoni le ricordo ancora.
Alla Rondinella c’erano il tabaccaio Tito, il circolo cattolico dei ‘paulot’ e il circolo Del Riccio, il ferramenta Favalli, la merciaia Giovannina, il panettiere Monti e tanti altri esercizi, che erano anche luoghi di ritrovo; quasi tutti permettevano di segnare su un libretto il conto, che si saldava… quando si poteva.
Sono riconoscente ai miei genitori per avermi aiutata ad essere quella che sono e per avermi insegnato a leggere il mondo, anche attraverso errori e difficoltà.

La fotografia mi ricorda il verde dell’erba.

 

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